1) Cosa è successo al primo turno e quali strategie si sono messe in atto per il ballottaggio.
La presentazione di varie liste non di centro sinistra ha frammentato l’elettorato e quindi come solo PD e Lista Civica abbiamo ottenuto un ottimo 41,5%. Poi, come previsto, l’UDC si è apparentata il giorno dopo con il centro destra, a dimostrazione della sua essenza di lista civetta mentre noi non abbiamo con coerenza chiesto apparentamenti in cambio di poltrone (il recente appoggio ricevuto dall’Italia dei Valori e da tutta la sinistra, senza richieste o subire ricatti ne è l’esempio più evidente). Per il ballottaggio ci siamo rivolti con chiarezza verso l’elettorato che è rimasto orfano di un candidato, puntando sulla qualità delle proposte e sulla vicinanza di vedute con la Lista Civica dell’Aleotti per l’esclusivo bene della collettività. I cittadini devono capire che domenica sceglieranno non un partito o una coalizione di partiti ma il più idoneo tra due persone a guidare Bondeno nei prossimi anni, la persona più capace di ascoltare, di costruire dialogando circondandosi di persone capaci.
2) Prima cosa da sindaco.
Ricerca del lavoro per chi l’ha perso: come diciamo da tempo, abbiamo preparato nei mesi scorsi il progetto fotovoltaico che attueremo immediatamente per dare occupazione e risparmio alle famiglie e alle imprese. Lo fanno già tanti, perché noi no? Basta volerlo. Abbatteremo le barriere architettoniche per i disabili e gli anziani. Infine, ai giovani e alle famiglie spetta il compito di costruire il futuro di Bondeno, per questo apriremo un “cantiere” dove si ascoltino tutte le voci: un tavolo di discussione permanente con le associazioni come gruppo proposta o no veleno, per citarne qualcuno.
3) Giunta per tre quinti e gli altri?
Intanto il grande valore aggiunto sta nell’aver fatto dei nomi nuovi, dimostrazione di rinnovamento reale, non i soliti personaggi che negli ultimi anni hanno fatto finta di governare vivacchiando. Un cambiamento vero insomma, con persone vere, piene di passione ed entusiasmo che ci mettono la faccia. Faremo gli altri nomi nei prossimi giorni, prestissimo, spero prima del ballottaggio ma siccome, ribadisco, per rompere col passato, ci rivolgiamo non a professionisti della politica, ma a persone che lavorano e che sono impegnate, per queste il decidere di dedicarsi alla collettività non è banale.
4) Bondeno e il territorio.
Io nel territorio ci vivo e ci lavoro da sempre, ne conosco i problemi e mi dispiace che il mio avversario non abbia avuto il coraggio di dire in campagna elettorale che abita a Ferrara e non a Burana. Invito alla riflessione:non è un dettaglio, la differenza tra chi conosce i problemi e chi dice di conoscerli. Mi sono rivolta con insistenza alle frazioni perché, abitandoci sul serio, so che sono tanti piccoli paesi, con grande dignità che vanno studiati, e migliorati invece che dimenticati e lasciati a se stessi come è successo negli ultimi dieci anni. Per questo da subito nelle frazioni dovrà esserci un presidio costante da parte della polizia municipale, potenziato rispetto ad ora, e dovranno essere migliorati i collegamenti, anche turistici con lo sviluppo delle piste ciclabili e la manutenzione continua delle strade. E poi un mio grande interesse:le scuole frazionali, mi batterò per mantenere quelle che ci sono, nonostante i tagli del governo.
5) Cosa pensa del successo della lega.
In effetti penso che ci sia un gioco politico molto fine e non spiegato ai cittadini. Il successo personale di Davide Verri è quello di una lista civica finta, nata per la non condivisione del candidato leghista a Bondeno e per la non chiarezza nel PDL in provincia, ma poi volete scommettere che tutti torneranno insieme e si scambieranno anche a Bondeno le poltrone e tutto rimarrà come prima? Altri cinque anni con le solite facce, invito i cittadini a riflettere molto bene su questo e ritorno al punto iniziale, dobbiamo scegliere il futuro di Bondeno.
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4 anni fa